Ext2IFS è un driver che consente di esplorare directory/files da partizioni con filesystem ext2 e ext3, tipico filesystem su cui si basano le installazioni linux.
Uno strumento di indubbia utilità per chi ha necessità di accedere a files presenti su filesystem Ext2 o Ext3 senza dover ricorrere a driver esterni e riavvii o non ha a disposizione una partizione/disco in grado di essere gestita da entrambe le famiglie di os.
Sviluppato da J. Newbigin, consente di visualizzare, in stile explorer, tutto il contenuto dei dischi linux, compresi files e directory nascosti; se necessario è possibile esportare singoli file con un banale Drag&Drop oppure intere cartelle/directory con il comando “Export”.
L’esplorazione, in sola lettura, di tutti i dischi e tutte le partizioni linux presenti sul pc è possibile da una installazione WindowsNT, Windows 2000 o Windows XP; operazione che, nativamente, sarebbe impossibile da un qualsiasi os Microsoft.
La pagina di EXT2IFS è disponibile qui, potrete trovare tutte le informazioni su questo interessante progetto e il download.
Bazzicando per internet mi è successo di trovare questo video:
A qualcuno sembrerà incomprensibile… anche a me!
Non si tratta di un progetto di vita artificiale, nè di un giochino per apprendere i rudimenti di biologia.
Siete in presenza di un nuovo concetto di visione della vostra casella di email!
Quello che avete visto è il progetto di una interfaccia che visualizza le vostre email (utilizzando come base di dati l’archivio di Mail 2.0) sottoforma di forme biologiche elementari.
L’idea alla base non è nuova, già in passato è successo che qualcuno avesse l’idea di usare immagini suoni e colori per creare delle interfacce alternative; tuttavia è la prima volta che vedo dei batteri fare le email!
Al momento il progetto (visionabile e scaricabile qui) non è completo, si possono scaricare i sorgenti e compilarli per testare l’interfaccia ma non è chiaro se andrà avanti, se aspetta fondi o quant’altro.
Sicuro è che intendo seguire gli eventuali sviluppi di questa interfaccia!
Salve a tutti,
immagino di non essere il primo, e non sarò l’ultimo, a trovarsi nella situazione di dover scompattare un archivio .rar su MacOS X e non avere i mezzi per farlo.
MacOS X non supporta nativamente questo formato di archiviazione, mentre gli archivi .rar sono estremamente diffusi: che fare? Al momento esistono molti software, in versione unicode, che permettono di scompattare gli archivi rar anche sul vostro mac; uno di questi software, che sto usando sul mio macbook, è UnRarX.
UnRarX è una utility di decompressione molto semplice, una volta scaricato il .dmg del programma non resta che trascinare UnRarX nella cartella Applicazioni; da questo momento basterà cliccare 2 volte sull’archivio .rar e questo sarà scompattato nella stessa cartella dell’archivio.
Le opzioni di UnRarX sono ridotte all’osso, basta guardare la schermata principale del programma, possiamo scegliere dove scompattare il nostro archivio e stop!
Non è necessario fare altre operazioni, l’archivio va semplicemente trascinato e verrà visualizzato il log delle operazioni di decompressione.
Forse è fin troppo semplice e scarno, ma vi assicuro che funziona senza alcun bisogno di configurazione.
Qualche giorno fa vi avevo parlato di una interessante distribuzione che prelude a un nuovo modo di intendere il sistema operativo e quindi il personal computer stesso; oggi vi presento la prima interpretazione commerciale basata su questa distribuzione: CloudBook.
Nel panorama, alquanto affollato, delle distribuzioni linux si sta affacciando una nuova distribuzione che, a mio avviso, merita di essere citata e divulgata: gOS.